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Viaggio in India. Se entri nel cuore dell'India, l'India ti entra nel cuore

Fotografie e racconti nei nostri viaggi.
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shanti
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Viaggio in India. Se entri nel cuore dell'India, l'India ti entra nel cuore

Messaggioda shanti » 22/11/2008, 17:54

Se entri nel cuore dell'India, l'India entra nel tuo cuore.

Da quando ero una ragazza...ma quanto tempo è passato!...ho sempre desiderato vedere l'India. Non so perché, forse antiche memorie nascoste nella mia anima, echi di vite passate che ogni tanto si facevano sentire.
Nel 1995 ho finalmente potuto rendere reale quel sogno. Ho racimolato i soldi vendendo orecchini e altre piccole cose e sono partita, letteralmente all'avventura, con altre tre donne, con tanta voglia e solo la prima notte prenotata a Bombay.
Perché dico..."se entri nel cuore dell'India"? Perché solo così la puoi capire e amare. Se si rimane in superficie, se ci si chiude per paura di vedere, si scapperebbe a casa dopo due giorni.
Sono tanti i contrasti, tanti gli aspetti che con la testa e con la logica non puoi accettare. Trovi una povertà che qui da noi sembra non esistere, sembra, in realtà, nelle nostre civilissime città,ci sono persone, chiamate superficialmente barboni, che muoiono di freddo coperti solo da qualche foglio di giornale.
In India la povertà ti viene sbattuta in faccia e se ti fermi all'apparenza, come ho detto, scappi. Lì la morte si affaccia e la tocchi, urtando un cadavere avvolto nella plastica, che galleggia sul Gange, o sentendo l'odore acre delle pire. La malattia è per strada, sotto i tuoi occhi, persone deformi che non vengono nascoste, nè evitate come nel civilissimo occidente. In India non si ha paura di loro. Lì è tutto diverso e se non vai nel cuore di questo grande e complicato paese, perdi qualcosa.
Cosa perdi? Perdi la verità. Perdi il sorriso di bambini che non hanno niente secondo la nostra cecità occidentale, ma hanno un sorriso che qui non vedi. Perdi quel senso di serenità e calma che aleggia negli occhi dei vecchi e tanto altro. Piano piano racconterò di questo mistero chiamato India e del mio amore per i suoi tesori.
Shanti

Sii umile perché sei fatto di Terra, sii nobile perché sei fatto di Stelle.
Con la Luce di Michele nel cuore. shanti

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Viaggio in India. Se entri nel cuore dell'India, l'India ti entra nel cuore

Messaggioda shanti » 23/11/2008, 14:28

Il viaggio continua.....

Uno dei luoghi più magici e ricchi di tradizioni che ho visitato è Mahabalipuran, sull'oceano. Maha (grande) malla (guerriero) puram (città). E' una città costiera a sud di Madras, nel Tamil Nadu. Essa ha origine antichissime: già nel VII secolo era infatti un importante centro portuale della Dinastia Pallava.
Gli abitanti del luogo chiamano questa città Mamallapuran, o, amichevolmente Mamalla.
E' luogo che ha una particolarità, credo unica al mondo.
Alle cinque di mattina, vieni destato dal canto del Muezzin, sulla torre del minareto, e poi, nel dormiveglia si ode un suono, un tintinnio musicale, continuo, diffuso ovunque. La prima volta che ti svegli lì, non capisci cos'è. E' il continuo, incessante suono degli scalpelli battuti dai martelli.
Eh sì, la particolarità di questo posto è di essere abitato quasi esclusivamente da famiglie di scalpellini. Qui si scolpiscono statue di pietra dai cinque centimetri ai cinque metri e vengono esportate in tutto il mondo.
Le piccole botteghe sono ricche di fascino. Sembra incredibile, ma questi esperti scultori hanno solo martello e scalpello, lavorano per terra e, fanno uscire dalla pietra autentici capolavori, con grande destrezza.
Mahabalipuran si affaccia su una bellissima spiaggia, dove sorgono gli Shores Temples che l'Unesco ha dichiarato patrimonio dell'umanità. Sono consumati dal vento e dalla sabbia e, negli ultimi anni, sono state messe barriere di protezione verso il mare, per evitare la loro completa erosione.
C'è qualcosa di magico, la mattina, su quella spiaggia deserta. Solo il rumore del mare e la presenza di questo tesoro scolpito dagli uomini del luogo, una presenza di pietra viva, che ti comunica la sacralità del cielo e della terra.




Ma questo piccolo paese cela tante altre meraviglie. All'interno il territorio è disseminato di piccoli templi scavati nella pietra. Sono interamente scolpiti, dalle colonne agli altari, alle statue e ai bassorilievi. Nulla è stato aggiunto, è stata solo tolta la roccia in eccesso.


Passeggiando tra questi templi, scorgi incantatori di serpenti, bambini che ti rincorrono sorridendo, scimmiette che ti rubano il cibo, e, ora, mentre scrivo, mi accorgo di quanto mi manca tutto questo.
Trovi sempre un bambino che ti tira per il punjabi e ti accompagna a vedere qualcosa di stupefacente: La palla di burro di Krishna.



E' un'incredibile roccia in bilico, dove tutti, ma proprio tutti ci siamo fatti fotografare sotto, nell'atto di tenerle sù con le mani E' lì, da migliaia di anni, pare che gli inglesi abbiano tentato di farla rotolare, ma non vi siano riusciti. E' come se dicesse...non ti preoccupare, anche quando ti sembra di cadere da un momento all'altro, tu rimani sù...
Il bambino che ti accompagna, sempre, ha il sorriso fiero, come se l'avesse posizionata lui!

I monumenti storici di Mahabalipuram sono in gran parte monolitici e scolpiti nella pietra e costituiscono il primo stadio dell'architettura dravidica in cui sono visibili elementi preminentemente buddisti. Essi sono costituiti da templi scavati nella roccia, rathas bassorilievi e veri e propri ttempli, con pilastri di ordine dravidico e sculture che costituiscono un notevole esempio di arte del periodo Pallava.
Alcuni studiosi sostengono che parte di questa area servisse come una sorta di scuola per giovani scultori: vi si trovano infatti alcune sculture non portate a termine, tutte rappresentanti lo stesso soggetto (come per esempio i pancha rathas) ma scolpiti in numerosi stili diversi, forse una dimostrazione pratica impartita dai maestri ai giovani allievi.

Il bassorilievo della Nascita del Gange lascia senza fiato...è un enorme bassorilievo all'aperto che rappresenta la discesa della della dea Ganga sulla terra, resa possibile dall'intervento di Shiva, che frappone la sua testa e i suoi capelli che la ordineranno in fiumi, tra l'immensa massa d'acqua e la terra stessa, impedendone la distruzione. Un sistema di cisterne pare rendesse possibile lo scorrere dell'acqua nella fenditura centrale del rilievo. Il bassorilievo viene detto anche, secondo una diversa interpretazione data alla sua iconografia, la penitenza di Arjuna; in questo secondo caso illustrerebbe un episodio di uno dei più grandi poemi epici della letteratura induista, il Mahabarata.





Sette Pagode era anche il soprannome con cui era nota la città indiana diMahabalipuram dopo che questa venne raggiunta dai primi esploratori europei. Secondo la leggenda in questa zona sorgevano un tempo sette templi dello stesso tipo del Tempio della spiaggia, l'unico sopravvissuto fino ai giorni nostri ed eretto nell'VIII secolo sull rive del golfo del Bengala.



Subito prima del disastroso tsunami che il 26 dicembre 2004 spazzò tutto l'Oceano Indiano l'acqua nei pressi di Mahabalipuram si ritrasse di circa 500 metri, un effetto ben noto che si verifica immediatamente prima che un tale evento si abbatta sulla costa. I turisti e i residenti che videro di persona il fatto dalla spiaggia sostennero successivamente di aver visto emergere dall'acqua una lunga e dritta fila di grandi rocce.Ovviamente lo tsunami si abbatté sulla costa e l'acqua dell'oceano ricoprì immediatamente tutto, ma secoli di sedimenti che avevano ricoperto le strutture erano stati spazzati via. Addirittura alcune statue e piccoli edifici, precedentemente ricoperti di sabbia, a causa della modificazione della linea costiera avvenuta per la violenza dello tsunami sono state riportate alla luce improvvisamente.
Queste inattese scoperte destarono l'interesse quasi immediato sia degli studiosi che della popolazione locale. Probabilmente il più famoso ritrovamento archeologico dovuto allo tsunami è quello della grande statua di un leone in posizione seduta: il cambiamento della linea costiera lo ha lasciato allo scoperto, dissepolto dalla sabbia, sulla spiaggia di Mahabalipuram. Gli archeologi lo hanno datato al VII secolo ed è subito diventato una meta obbligata per il turismo della regione.
Nell'aprile del 2005 un team di archeologi indiani, con l'aiuto dei mezzi della Marina militare indiana, iniziò una ricerca ad ampio raggio al largo della costa di Mahabalipuram, utilizzando anche la tecnologia sonar. Essi scoprirono che le pietre che la gente disse di aver visto subito prima dello tsunami erano parte di un muro alto poco meno di due metrie lungo circa 70 metri. Durante queste ricerche vennero ritrovati anche due templi sommersi ed un tempio scavato nella roccia, tutti entro 500 metri di distanza dalla linea costiera.Benché ciò non sia assolutamente sufficiente a suffragare il mito delle sette pagode, è comunque possibile affermare che il sito religioso di Mahabalipuram era decisamente più ampio di quello che si pensava fino a pochissimi anni prima.
Gli studiosi coinvolti in questa ricerca dissero in un'intervista ad un giornale indiano che le esplorazioni sonar avevano permesso di realizzare una mappa abbastanza precisa delle mura interne ed esterne dei due templi sommersi, ma che era ancora troppo presto per poter speculare sulla loro possibile funzione o utilizzo. Dissero inoltre che, mettendo in relazione queste due strutture sommerse con il Tempio della spiaggia ed altre strutture minori, si ottiene un quadro molto somigliante all'unico dipinto di epoca Pallava che riporta l'antica disposizione del complesso delle Sette Pagode.
Lo tsunami ha lasciato allo scoperto anche una grande pietra con numerose iscrizioni, secondo le quali il sovrano Krishna III aveva pagato una forte somma per poter mantenere una fiamma eterna davanti ad un tempio. Gli archeologi hanno scavato nai pressi della pietra e ben presto si sono trovati davanti alla struttura di un ulteriore tempio di epoca Pallava. Nello stesso posto sono stati trovate anche numerose monete ed oggetti usati nelle antiche cerimonie indù.Durante gli scavi di questa struttura sono venute alla luce le fondamenta di un tempio tamil, risalente a circa 2.000 anni fa.

Nel nostro primo viaggio, come ho già detto, eravamo quattro donne, e un giorno, sulla riva dell'Oceano, siamo state prese da una felicità così grande che ci siamo messe a ballare tra le onde, completamente vestite, cantando e ridendo come bambine.
Quando siamo uscite dall'acqua, un piccolo assembramento di pescatori donne e bambini, con gli occhi spalancati, guardavano queste quattro matte dalla pelle pallida. Pure loro sorridevano.
Continua......
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Con la Luce di Michele nel cuore. shanti

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Viaggio in India. Se entri nel cuore dell'India, l'India ti entra nel cuore

Messaggioda Ospite » 23/11/2008, 15:15

Killan che bello seguirti nei tuoi viaggi affascinanti perché attraverso il luoghi tu riesci a vedere le anime delle persone e l'anima della terra sulla quale cammini, e percepisci tutti i messaggi lasciati nel tempo.
Grazie per questi tuoi resoconti di viaggio
Odlaner


"How many roads must a man walk down
before you can call him a man?"

"Quante strade deve percorrere un uomo
prima che tu possa definirlo tale?"
Bob Dylan



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Viaggio in India. Se entri nel cuore dell'India, l'India ti entra nel cuore

Messaggioda drago-lontra blu » 23/11/2008, 15:17

ragazzi che Palla............ma è fantastica, le foto, voglio vedere le vostre foto...o cielo, vorrei vedere le vostre foto, se fosse possibile, pardon.......smakkkkk abbracci
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Messaggioda shanti » 23/11/2008, 15:32

Grazie, sì è vero, è come se la terra mi parlasse e io potessi leggere negli occhi della gente le loro anime. Mi manca tanto poter viaggiare, ma oggi viaggio con voi ed è altrettanto bello e profondo. Purtroppo cara Drago blu ci sono andata anni fa e ancora non c'erano le foto digitali e quelle cartacee, credo, siano rimaste dal mio ex marito. Farò una ricerca......
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Viaggio in India. Se entri nel cuore dell'India, l'India ti entra nel cuore

Messaggioda shanti » 23/11/2008, 21:04

Seconda puntata…

INDIA ON THE ROAD


Quando abbiamo noleggiato una macchina per spostarci da Mamalla, il nostro autista Gopal ( nome sacro in India e noi, senza rispetto abbiamo ribattezzato…immaginate come), Gopal, dicevo, ci ha detto che prima di partire avremmo dovuto fare una cerimonia.
Ci siamo diretti a un tempio fuori città dedicato a Ganesh. Questa divinità dalla testa di elefante, viene pregata e onorata ogni volta che si inizia qualcosa di nuovo. Il mio amico Alberto lo chiama il Dio dell’Incomincio.

E’ stata un’esperienza bellissima. Come prima cosa il nostro autista ha dato una noce di cocco al sacerdote del Tempio. Lui ha spaccato la noce di cocco e col liquido ha benedetto la Macchina, poi le ha fatto un sacco di segni rossi, come quelli che si fanno sulla fronte in India, poi li ha fatti a Gopal e poi a noi. Infine ha preso una collana di fiori e l’ha fatta indossare…alla macchina!
Tutto questo come protezione e augurio di buon viaggio.

Sì, perché viaggiare in India non è una passeggiata. Non c’è modo di affittare una macchina senza autista, perché la macchina è un bene prezioso e chi ne possiede una …si noleggia insieme al mezzo.
Le strade sono piuttosto impressionanti, a parte quelle nelle grandi città, che però sono piene di un traffico assordante.

Quando sono arrivata per la prima volta in India, sono uscita dall’aeroporto con un’idea che si è volatilizzata nel giro di trenta secondi, sostituita da una paura folle ….
Uno pensa: arrivo in India, dove c’è la spiritualità, la pace ecc. Appena uscita dall’aeroporto, un taxista ci acchiappa, ci sbatte in macchina e parte a velocità folle, con musica assordante annessa, occhio sbarellato, contro mano!!!!
Almeno così pensavo io, ma in India si viaggia a sinistra, vecchio retaggio inglese.
Quindi, musica a palla, occhio a palla, santini e lucine tipo natale appese nella macchina, parte zigzagando tra risciò, pullman sgangherati e mucche sacre. Una specie di incubo che era solo il preambolo di altre esperienze su quattro ruote piuttosto…singolari.

Una cosa troppo forte: alcuni taxi sono muniti di altarino polivalente. Mi spiego, sul cruscotto hanno figure in plastica reclinabili di tutte le divinità delle più importanti religioni. Il tutto circondato da frange luccicanti e miliardi di lucine multicolori che noi…neanche a Natale. Quando sali ti chiedono di che religione sei e…voilà sale Gesù, o Budda o Krishna. Se questa non è organizzazione!

La velocità media è di trenta all’ora, perché fuori dai centri abitati, in una botta di fortuna puoi arrivare, buche permettendo, anche a cinquanta all’ora, ma nei centri abitati è tutta un’altra storia.
Biciclette, carri, pulmini, gente a piedi e mucche parcheggiate in mezzo alla strada rallentano la marcia all’inverosimile. Ma nei paesi piccoli, questo ti permette di guardare. Non solo di vedere, ma guardare. Gli occhi della gente, i sorrisi, le stoffe multicolori dei sari stese ad asciugare, i negozietti pieni di spezie a mucchietti ordinati e coloratissimi, le case sgangherate ma dignitose e i bambini che ridono giocando vicino alla macchina e vengono ad osservarti, a vedere se hai la faccia amica.

Il problema è che gli autisti sono un po’ pazzi. Esempio: strada stretta, sulla carreggiata ci sta una sola macchina, due auto in senso inverso. I due guidatori si squadrano da lontano, tipo mezzogiorno di fuoco, avete presente?, e…pigiano sull’acceleratore puntando uno dritto verso l’altro Che fai? Preghi, urli e pensi…non ne esco viva. E invece, magicamente appare una piazzola di lato e le macchine si schivano. Capelli ritti in testa, alzi gli occhi e vedi lo sguardo del taxista, sorride, assolutamente soddisfatto di averti fatto prendere uno spavento coi fiocchi. Anche questo è India,
Questo accade solo con gli autisti assunti dalle società di taxi. Quando invece noleggi una macchina di proprietà, tutto è più tranquillo grazie a Dio, o a Krishna, fa lo stesso.

Alla prossima.
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Viaggio in India. Se entri nel cuore dell'India, l'India ti entra nel cuore

Messaggioda drago-lontra blu » 23/11/2008, 23:39

ei, la trippa di Ganesh è uguale alla mia......
ma come , troppo forte la storia dei taxi attrezzati con le statuette. Solo in India mi sa che sia possibile un caleidoscopio di queste cose, un amico mi parlava dell'odore che c'è in strada, ovunque.
Che bellissima cronaca, mi piace un mare ascoltare dei viaggi, sono il tipo che si siede e davanti a un bicchiere di buon vino chiede: Dai, racconta ancora, e guardo estasiata uscire dalla bocca i colori, i profumi, le vesti...colpa della mia nonna, lei raccontava sempre e mi rapiva.... sunny sunny grazie Shanti un abbraccio DRAGOabbracci
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Viaggio in India. Se entri nel cuore dell'India, l'India ti entra nel cuore

Messaggioda Mary » 24/11/2008, 15:27

Cara Shanti
Continua a raccontare le tue cronache di viaggi, sono fantastiche!!!!!!

Io, che ho viaggiato poco poco ma ho molta immaginazione, mentre leggo, grazie alla tua abilità ,vedo e assaporo luoghi, vicende, profumi ecc...proprio come Drago!!!!

In quanto alla trippa ...siamo una bella compagnia !

Un grande abbraccio
Mariarosa




:flower: abbracci :flower:

Ajna

Viaggio in India. Se entri nel cuore dell'India, l'India ti entra nel cuore

Messaggioda Ajna » 26/11/2008, 14:04

Killan nel leggere il resoconto del tuo viaggio in India mi sono rilassata e sono stata trasportata in quei luoghi... dai continuiamo il viaggio!
cuore pulsante Ajina cuore pulsante

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Viaggio in India. Se entri nel cuore dell'India, l'India ti entra nel cuore

Messaggioda shanti » 28/11/2008, 21:44

India 3 Pondicherry.

Le donne vestite di sari colorati, con cesti colmi di fiori di loto, ti aspettano sull’angolo della strada.
Compro un fiore meraviglioso per poche rupie. Non è per me. Sono vestita di bianco, ho un mala di legno di sandalo al collo e un vuoto strano allo stomaco.
Il cancello aperto mi permette di entrare nel cortile di questa casa dipinta di bianco, circondata da un bellissimo giardino.

Centinaia di persone in silenzio stanno, chi in piedi, chi in ginocchio, intorno a un grande parallelepipedo di marmo bianco, ricoperto di migliaia di fiori che formano splendidi disegni. Questo luogo sacro, è il Samadhi di Aurobindo e Mirra Alfassa, chiamata Mère, la sua compagna.





Ricevuta in Inghilterra una completa educazione occidentale, Sri Aurobindo (Calcutta, 1872 - Pondicherry, 1950) rientrò in India poco più che ventenne e assimilò in breve tempo tutto il patrimonio culturale e spirituale del suo Paese di cui divenne uno dei capi più attivi e ispirati nella lotta per l'Indipendenza. Ritiratosi dalla politica per immergersi, a Pondicherry, nelle sue rivoluzionarie esperienze spirituali, questo Rishi moderno ha operato una poderosa sintesi fra Oriente e Occidente, annunciando la manifestazione di un nuovo potere di coscienza (la "Supermente") che segnerà la prossima tappa dell'evoluzione.

Mère, la Madre, nasce a Parigi da padre turco e da madre egiziana il 21 febbraio 1878. Pur essendo educata secondo canoni rigorosamente laici e materialistici, in una famiglia portata soprattutto alla scienza e alla praticità, diviene più tardi - in conseguenza di una serie di straordinarie vicende ed esperienze personali - non soltanto la collaboratrice di Sri Aurobindo, ma "l'altra parte" di lui. "La Madre ed io siamo una sola e stessa coscienza", dirà Sri Aurobindo; e: "Senza Lui io non esisto, senza me Lui non è manifesto", scriverà Mère. E Mère, allorché Aurobindo, nel 1950, lascerà il suo corpo, diverrà ella stessa la personificazione, il "laboratorio vivente", del suo yoga: quello yoga che, attraverso la "Forza Suprementale", di cui Sri Aurobindo per la prima volta si è fatto tramite, ha portato la specie umana ad una svolta evolutiva. Mère ha lavorato fedelmente, pazientemente, a disfare la vecchia memoria umana, racchiusa nelle cellule del proprio corpo, per prepararle alla discesa di questa Forza e alla mutazione biologica, che riguarda tutto il genere umano, voluta e determinata da Sri Aurobindo.


Qui sono sepolti i loro corpi, nel giardino della casa che li ha visti vivere insieme e portare i loro insegnamenti.Il silenzio è irreale, rotto solo da qualche bisbiglio.
Appoggio il mio fiore di loto vicino agli altri, sfioro con le mani il marmo, un leggero brivido sfiora me.






Mi siedo sui gradini davanti a un grande albero, l’energia è così intensa che sembra quasi di sentire la voce di Mère provenire dalle finestre e il brusio dei suoi allievi durante l’intevallo tra una lezione e l’altra. Non so come, ma mi ritrovo così immersa in me stessa da perdere il contatto col momento di quel presente. Mi sento come sospesa nel profumo di incenso, nel canto di centinaia di uccellini mescolati a qualche gracchiare dei corvi. Sento in lontananza il suono di un campanello di bicicletta e tutto è ovattato. Un contatto profondo col mio cuore sprigiona una pace mai sentita e sento che sto perdonando, che sto finalmente lasciando andare tanto dolore e solitudine,tanta paura e tante ferite.


Ritorno in me e guardo di nuovo quel giardino dagli alberi secolari e penso che forse, proprio qui, quella piccola donna dal grande cuore, ha avuto il “sogno” che ha fatto nascere Auroville, la città dell’aurora.

Dopo questa esperienza, insieme alle mie amiche di viaggio, torno nell’Ashram, il luogo dove dormiamo, dove le stanze spartane, a volte visitate dai gechi che camminano sui muri emettendo il loro strano verso, sono circondate da uno dei più bei giardini che io abbia mai visto. L’oceano bagna le rocce davanti al basso muretto di cinta e i gabbiani lanciano i loro gridi per salutare il sole.





Il giorno dopo vedremo il sogno di Mère.

Continua……..
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Con la Luce di Michele nel cuore. shanti


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