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Tre giorni dopo l'Equinozio d' Autunno

Tradizioni, miti, racconti del Popolo Celtico
Artos

Tre giorni dopo l'Equinozio d' Autunno

Messaggioda Artos » 19/09/2011, 12:53

Gebo

La settima runa è Gebo(Gyfu) la quale in tutte le versioni significa "dono", o comunque atto del "donare". Il numero di questa Runa è il sette, simbolo della buona sorte. La carta di Gebo raffigura uno scenario roccioso e frastagliato. Prima che il sole "sparisca" dietro alle rocce che ci separano dai suoi raggi, ci irradia donandoci la sua luce e la sua energia. Nella sua corsa verso est il sole cala dietro all'orizzonte, consegnando il nostro mondo nelle mani dell'oscurità notturna. A tempo debito quindi il regno del sole cede il posto alla fase in cui regna la luna, per ricomparire dopo un certo tempo di quiete e di umidità, riportandoci in suo calore.

Nei tarocchi di Haindl, Gebo corrisponde all'Arcano n° XIX degli Arcani Maggiori, "Il Sole". Nella numerologia questo numero corrisponde all'Uno e al Nove (10), che sommati danno dieci (la somma delle cifre del numero dieci è 1, cioè Feo).

Il regalo di Gebo può essere considerato il "regalo degli dei", più precisamente delle proprie capacità innate, del proprio talento. Avere talento richiede che ne venga fatto uso nella comunità umana in maniera responsabile verso questa società, deve essere utile anche per il prossimo. Per questo uno dei significati principali di Gebo è l'unificazione per mezzo dello scambio. La runa risalta l'unità essenziale del donatore e di colui che beneficia di un dono, rappresentando inoltre quel potere o quella qualità che si accomunano alle divinità.
L'Antico poema runico inglese sostiene a proposito di Gebo che il dare qualcosa agli altri non aiuta soltanto chi riceve ma conferisce onore al donatore. Il carattere sociale della runa si mostra quale collegamento di gruppi della società apparentemente separati. Perciò simbolizza l'unione degli uomini col divino.

Donare non è un atto a senso unico, poiché il beneficiario è in obbligo nei confronti della persona da cui ha ricevuto il dono. Ciò corrisponde alla legge della comprensione, in base alla quale nell'universo tutto tende a un giusto equilibrio. Nessun dono viene dato senza contropartita; vi sarà sempre un flusso di ritorno verso il donatore, fosse anche solamente sotto forma di gratitudine. Anticamente nell'Europa del nord il fare regali ad aiutanti fedeli era un rituale obbligatorio molto importante, che veniva effettuato da capitribù e da re.

Il fatto che avesse un'importante funzione simbolica, lo dimostra il nome con cui erano definiti gli antichi re nordici, detti appunto "donatori dell'anello", i quali consegnavano anelli di devozione ai loro conti. Tali regali del re venivano accettati con la consapevolezza che bisognava essere pronti a dare la propria vita in battaglia per il sovrano, se fosse stato necessario. In particolare venivano donate delle armi (Heriot), a un uomo che fosse entrato a servizio di un comandante dell'esercito. In numerose leggi teutoniche e anglosassoni e in alcune disposizioni testamentarie è possibile trovare accenni ai doni di Heriot. Come nel caso della runa Gebo, anche Heriot era un regalo che comportava degli obblighi. Una poesia, scritta nell ' 11° secolo da Sigvat al suo Signore, il re Olaf, riferisce di un dono simile: "Ricevetti con piacere la tua spada, o signore della guerra e da allora mai la oltraggiai, poiché essa è la mia gioia. Questo è un modo meraviglioso di vivere, o albero d'oro; entrambi abbiamo fatto la cosa giusta. Tu hai trovato un buon fedele e io un buon feudatario."
Gebo è un dono, come la nascita, e spesso contrassegna un rito di passaggio. Nella tradizione nordica Gebo è personificato da una dea dei Vani – Freya. Spesso è stata presentata come Friagabis, oppure con il suo soprannome Gefn; entrambi significano "la donatrice generosa". L'elemento della runa Gebo è l'Aria, la sua polarità è sia maschile che femminile, appunto per rispecchiare il suo aspetto di legame. Durante l'anno, il periodo corrispondente a Gebo è quello del'autunno avanzato, e va dal 26 settembre al 13 ottobre, l'epoca del secondo raccolto, della raccolta della frutta.

Il segno della runa Gebo viene utilizzato dagli analfabeti in sostituzione della firma; è il segno con il quale vengono contrassegnati gli alberi che devono essere abbattuti(fu così che sopravvisse il marchio usato per distinguere gli animali destinati al sacrificio); è simbolo di bacio in una lettera.

Gebo personifica la legge fondamentale dell'unità degli opposti, le due polarità necessarie per esistenza. affinché tra di esse possa svilupparsi dinamismo. Significati secondari di Gebo sono ospitalità e generosità, a volte può annunciare matrimonio, Gebo inoltre può riferirsi ai patti fra gli individui, soprattutto ad accordi giuridici. La runa inoltre può significare amore fraterno, ma anche unione sessuale. Gebo indica la coesione di fare e volere, ovverossia quell'equilibio che permette di vivere in armonia con il flusso universale degli avvenimenti. Gebo è attiva allo stesso tempo, è la convergenza fra chi dona e chi riceve.

Dal punto di vista spirituale Gebo indica la necessità di un sacrificio, che in seguito porterà a un miglioramento. E' il ripristino dell'equilibrio fra il corpo e la mente e fra il Divino e l'umano.
Ciò si esprime anche attraverso il principio della
riflessione: la forma della runa è riflessiva, il suo specchio è identico alla figura originaria. La luce bianca del sole viene riflessa dal suo complemento, la luna. La sorgente, cioè la luce e il suo riflettore formano una coppia. Per questa sua proprietà la runa Gebo fu impiegata nei riti magici per la prevenzione di guai; dissolveva le intenzioni dannose e fungeva da barriera contro di esse. Come Not anche Gebo è una runa di collegamento, allacciando altre rune vicine fra loro, sia durante riti magici che durante una divinazione.

Gebo è la prima delle nove rune che il medesimo significato sia che si presenti diritta sia rovesciata. Per quanto riguarda il senso queste rune non possiedono alcun contrario, poiché la runa rovesciata è l'esatto contrario di quella diritta. In queste carte si può però riconoscere il senso della runa – come in alcune collezioni di pietre runiche. Tuttavia in genere esse, a differenza di altre rune, non rappresentano un completo rovesciamento del loro contenuto, bensì un graduale calo della loro forza o del loro potenziale. Una runa rovesciata, anche se non propriamente capovolgibile, è segno di una diminuzione dell'efficacia, un'influenza ridotta delle sue qualità.

Gebo è una delle rune più favorevoli che possano apparire. Si riferisce in particolare alla volontà del consultante e al modo in cui la volontà viene espressa nel mondo reale. Può essere collegata a talenti speciali e ai mezzi per servirsene nel modo migliore. Più concretamente può indicare il ricevere o il fare un regalo, così come generosità o ospitalità offerta o ricevuta. Qualunque sia la domanda questa runa preannuncia che le imprese in corso otterranno risultati soddisfacenti, riferendosi soprattutto a una relazione felice che soddisfa entrambe le parti.

Quando Gebo appare rovesciata, può significare che il consultante farà un regalo. Potrebbe essere un sacrificio per una persona amata, oppure la rinuncia a una proprietà a cui si tiene particolarmente, ma anche la liberazione da concetti o credenze sorpassati. In generale, quando questa runa è capovolta, preannuncia superamento di ostacoli, separazioni o rottura di legami forzati. Quindi grazie alla sua natura favorevole per il consultante questa runa rappresenta una soluzione vantaggiosa e non svantaggiosa.

Fonte: l 'Oracolo delle Rune di Nigel Pennick Armenia edizioni.

Ho voluto proporrere questa Runa perché cade nel periodo dell'Equinozio d'Autunno e precisamente 3 giorni dopo dal 23 Settembre al 13 ottobre. Un saluto e un abbraccio fraterno.

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Tre giorni dopo l'Equinozio d' Autunno

Messaggioda shanti » 19/09/2011, 13:21

Grazie Artos, non conoscevo a fondo il significato di Gebo, anche se è la mia runa di nascita. Un abbraccio
Sii umile perché sei fatto di Terra, sii nobile perché sei fatto di Stelle.
Con la Luce di Michele nel cuore. shanti


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