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il suono primordiale

Le fiabe, le Creature magiche, i Draghi, sono solo racconti per bambini, o esistono veramente e hanno qualcosa da insegnare anche agli "adulti"...?
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drago-lontra blu
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il suono primordiale

Messaggioda drago-lontra blu » 25/01/2014, 13:31

]I miti cosmologici del Suono primordiale
di Giancarlo Barbadoro



Sul principio del fenomeno vibrazionale esistono vari miti cosmologici, di popoli lontani tra di loro, che legano il concetto del Suono primordiale alla creazione dell’universo.
Uno di questi è quello del mito druidico del DRAGO ANCESTRALE
IL druidismo portava a concepire la creazione dell’universo attribuendola alla figura simbolica di un DRAGO DI FUOCO apparso all’improvviso da una voragine che si era aperta sull’abisso primordiale.
Il mito narra che per prima cosa ilDRAGO identificabile nella moderna teoria del Big bang, si rannicchiò su se stesso chiudendosi come l’uovo generatore per poi alzarsi in piedi e stendersi in tutta la sua altezza aprendo le braccia, che diventarono gigantesche e possenti ali, dispiegandole in tutta la loro estensione.
A questo punto il DRAGO lanciò il suo possente urlo verso il grande vuoto che lo circondava, tanto forte da risvegliare la vita che esso nascondeva. Il suo urlo rappresentava il primo suono della Natura. La vibrazione archetipale che avrebbe creato le forme e gli esseri umani.
Il Suono quindi era inteso come il riflesso della Causa Prima che si esprimeva come la vibrazione che scuoteva l’esistere dall’inizio dei tempi portandolo allo stato di consapevolezza.
La leggenda druidica riporta anche che IL DRAGO portò le braccia sui fianchi sollevandole sino a serrare le mani sul petto per trovare tutta la forza di cui poteva disporre, e accennò al suo primo passo di danza. Una citazione che unisce indelebilmente il DRAGO PRIMORDIALE alla danza sacra della Kemò-vad, la “danza nel vento”, altro simbolo della modalità partecipativa dell’individuo all’immaterialità dell’esistenza. Lo Shan degli antichi druidi.

Un esempio del concetto di onda, qui riferita ai fenomeni dell’elettromagnetismo. Tutti i fenomeni ondulatori si comportano con le stesse caratteristiche descrittive
Un’altra tradizione relativa al potere vibrazionale del suono è quella degli Aborigeni australiani, che riprende l’evento del Suono primordiale attraverso il mito del “rombo sonoro”, conosciuto con il termine anglosassone di “bullroarer”.
Nell’esoterismo aborigeno del “Tempo del Sogno”, il Dreamtime, corpus mitologico della cultura aborigena, viene detto che dal suono del rombo primordiale scaturì tutta la vita dell’universo. Dal suo suono stridulo e sibilante, come un suono metallico, si sviluppò un processo evolutivo in sillabe sonore e note musicali ben determinate.
Le prime materializzazioni di questi suoni furono gli astri e le costellazioni zodiacali, e poi vennero gli uomini.
Il rombo sonoro viene prodotto, durante gli incontri rituali, da una tavoletta fatta ruotare dai partecipanti appesa a una cordicella. Il suono che ne esce, propriamente quello di un suono continuo, viene ritenuto come la voce degli Dei che hanno creato l’universo.
Ancora un altro mito, appartenente alla tradizione dell’antico Egitto, fa eco al simbolismo del Suono primordiale del DRAGO DEI NATIVI europei attraverso il mito del dio Thot.
Questo dio, che mostra per la sua figura iniziatrice della cultura dell’Egitto un forte paragone con il mito di Fetonte dei Nativi europei, è una figura particolare per l’importanza che le viene attribuita. Lo si trova menzionato dalla cosmologia egizia già al momento in cui avviene la creazione del mondo, ma lo si ritrova anche a posteriori, all’epoca della storia umana, quando egli insegna le scienze, le arti e la scrittura basata su un alfabeto di ventidue lettere con cui lascia all’umanità tutto il suo sapere.
A lui è attribuito, ancora come per Fetonte, il Gran Libro della Natura, costituito da ventidue lamine simboliche identificate nel suo alfabeto e oggi nelle lamine del gioco dei Tarocchi, che avrebbe lasciato all’umanità prima del suo congedo dall’Egitto.
La leggenda vuole che Thot abbia donato agli antichi egizi anche la musica alla quale verrà attribuito un ruolo molto importante sia nei riti che nella definizione cosmologica dell’universo.
Gli egizi si riferivano infatti al Suono rappresentato dal grido cosmico che il dio Thot aveva scagliato nel nulla all’inizio dei tempi per dare origine al tutto. A seguito del suo grido, o della sua risata articolata su sette note musicali crescenti, sarebbero nate varie realtà divinizzate come la Terra, il destino, il giorno, la notte e così via.
Come ultima citazione, fa eco alle narrazioni dei precedenti miti quanto viene detto dalla Bibbia nel Libro della Genesi nel momento in cui Dio crea l’universo attraverso il potere del suo “verbo”.

Il fenomeno ondulatorio può essere applicato ai vari fenomeni dell’universo e all’esperienza umana. La lunghezza dell’onda, ovvero la distanza tra le creste, caratterizza genericamente i vari elementi della materia esistente nell’universo: dalle onde radio, alla finestra dei colori visibili dall’occhio umano, sino alle radiazioni più nocive. Più la lunghezza dell’onda è ridotta, maggiore è la sua penetrabilità nei corpi e nella materia. Si stima che all’estrema vibrazione ondulatoria l’onda possa comportarsi come una particella subatomica.
Una stringa vibrante per l’appunto
Infatti la citazione biblica dice esplicitamente: “Disse Dio, si faccia la luce”. Nuovamente il Suono è rappresentato come facoltà creativa. La Parola di Dio diviene sostanza, la “vibrazione divina” crea la vita sulla Terra esattamente come narrano i miti delle altre culture.
Concetto creativo che viene ripreso dall’evangelista Giovanni che inizia la sua opera dicendo: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio”.

dal sito http://www.shan-newspaper.com/web/tradi ... verso.html

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