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iL SOLSTIZIO D'INVERNO, YULE

Tradizioni, miti, racconti del Popolo Celtico
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shanti
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iL SOLSTIZIO D'INVERNO, YULE

Messaggioda shanti » 14/12/2008, 19:54

IL SOLSTIZIO D'INVERNO

Il solstizio in astronomia è definito come il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima o minima . Il fenomeno è dovuto alla inclinazione dell'asse di rotazione terrestre rispetto l'eclittica; il valore di declinazione raggiunta coincide con l'angolo di inclinazione terrestre e varia con un periodo di 41 000 anni tra 22.1° e 24.5°.
Il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno in occasione del solstizio di estate boreale, mentre raggiunge il massimo valore di declinazione negativa in dicembre, in occasione del solstizio di inverno boreale, corrispondente all'estate nell'emisfero australe.

Nel 2008 il solstizio avviene il 21 dicembre alle 12,04.



Yule, momento magico.

Mentre l'anno volge al termine, mentre il mondo si appresta a passare giorni di festa con parenti ed amici, in una dimensione più “estesa” un nuovo miracolo sta per prendere vita. Si tratta di Yule, festa celtica e pagana, che ha inizio la notte del 21 Dicembre, quando la terra raggiunge il periodo più buio nella notte più lunga dell'anno.

Radici storiche di Yule

Sono ancora in tanti a sconoscere la storia di Yule, spesso considerata a torto come una festa a noi lontana.
La verità è che si tratta di una tradizione ben più antica del diffuso Natale, che ne ha attinto diverse usanze, sovrapponendosi pian piano ad essa.
Il solstizio d'inverno (nome con il quale è rimasta alla memoria almeno una parte di questa splendida festa) è un inno alla morte-trasformazione-rinascita.
In questo giorno si ricorda il Dio che sotto forma simbolica del Vecchio sole, muore per trasformarsi ed assumere le sembianze del sole bambino, nato dall'utero della Dea.
Come in una favola, la Dea che al momento è regina del gelo e delle tenebre, mette al mondo una speranza di luce, che viene al mondo per donare la speranza del prossimo sole.

Monumenti alla bellezza

Storicamente esistono monumenti famosissimi che sono un inno a questa grande festa.
A Stonehenge, il noto cerchio di pietre che fu eretto in Inghilterra tra il 3100 ed il 1700 a.C., ne è un esempio.
In Irlanda, più precisamente a Newgrange, nel 3200 a.C. fu eretto un grande tumulo attraverso il quale un raggio di sole dell'alba del Solstizio, percorreva uno stretto e lungo corridoio per giungere ad illuminare la piccola cella interna, dentro la quale si diceva, fosse sepolto Lugh, Dio della luce.






Curiosità

Intorno al 330 d.C. L'imperatore Costantino, pur direstare fedele alle antiche credenze, cercò di portare Yule nella sua forzata conversione al cristianesimo. Per farlo decise di cristianizzare il Natale, già in uso dal 274 d.C. Quando nell'antica Roma si cercò di sostituire i Saturnali con una festa diversa.

La pianta sacra del Solstizio d'inverno è il vischio, pianta cara ai druidi che la consideravano discesa dal cielo, quale emanazione divina.
Altra usanza era quella del ciocco che veniva portato in casa la sera della vigilia. La tradizione voleva che ad accenderlo fosse o il membro più giovane o il più anziano della famiglia. Un pezzo andava conservato fino all'anno successivo per accendere il nuovo ciocco, quale simbolo del grande cerchio della vita.
Oggi al posto del ciocco di legno, si usa il tipico dolce natalizio, noto come “tronchetto di natale” solitamente al cioccolato.

Come prepararsi a Yule
Se seguissimo lo scorrere della natura, in questo periodo dell'anno coglieremmo senza ombra di dubbio l'importanza del riposo fisico, in vista della nuova stagione.
Essendo quello invernale un periodo adatto all'analisi interiore, sarebbe ottimo trovare del tempo da dedicare alla meditazione, o in alternativa, ad una buona lettura.

Per prima cosa va ricordato che il solstizio è insieme tenebra e buio, morte e rinascita. In questi giorni lo stato d'animo predominante è quello mutevole, fatto di pianti e risate di malinconia e gioia improvvisa. Basterebbe viverlo in toto per avvertire una piccola luce farsi strada dentro di noi al fine di sbocciare come nuovo fiore in primavera.

In questi giorni quindi, decorate la vostra casa con vischio e agrifoglio, fate un albero yulizio con bastoncini di zucchero o tanti simboli del sole, in alternativa dedicatevi pure al classico albero di natale, purchè nel farlo vi predisponiate ad un sentimento nuovo e celebrativo.
Provate a procurarvi un piccolo ciocco e accendetelo nel camino, o in mancanza di esso, usate una candela, il tutto dentro una pentola in ferro

Altro metodo è quello di procurarsi un ramo secco da dipingere e appendere alla porta. Vicino ad esso si terrano dei bigliettini e delle penne. Ogni qual volta riceverete visite, i vostri ospiti potranno scrivere un desiderio da appendere al ramo. La notte del 21 Dicembre o in alternativa, la notte in cui festeggerete, potrete bruciare il rametto con i foglietti. I desideri saliranno e si spargeranno per l'etere in attesa di venire esauditi.

Infine per la vostra tavola, cercate di avere noci, mandorle e frutta secca, per esaudire i desideri. Dei salumi per festeggiare l'abbondanza e un dolce possibilmente d'avena o al cioccolato.
Per le decorazioni servirebbe una tovaglia di lino bianco da coprire di agrifogli e vischio. In alternativa andrà bene una classica tovaglia natalizia, di quelle con decori che richiamano le piante tipiche di questa festa. Per concludere candele bianche e decori rossi, dorati e blu.

Se ricordiamo che questo tempo è legato alla rinascita del sole, possiamo provare a trattenere questa piccola luce in noi. Il Solstizio può essere per noi un momento molto calmo e importante, in cui nella silenziosa e oscura profonditá del nostro essere, noi contattiamo la scintilla del nuovo sole. Questa è anche una opportunitá per gioire e abbandonarci a sentimenti di ottimismo e di speranza: come il sole risorge, anche noi possiamo uscire dalle tenebre invernali rigenerati.

Ci sono molti altri modi per festeggiare Yule. Possiamo alzarci all'alba e salutare il nuovo sole. Si possono accendere candele o luci per rappresentare la nascita delle nostre speranze per il nuovo anno, come faremo noi.

Possiamo anche compiere una celebrazione più rituale, con l'accensione del ciocco. Anche se non abbiamo un caminetto in casa possiamo accenderlo nel nostro giardino, o in un prato insieme ai nostri amici. Si prende un grosso pezzo di legno di quercia e lo si orna con rametti di varie piante: il tasso (a indicare la morte dell'anno calante), l'agrifoglio (l'anno calante stesso), l'edera (la pianta del dio solstiziale) e la betulla (l'albero delle nascite e dei nuovi inizi). Si legano i rametti al ciocco usando un nastro rosso. Se abbiamo celebrato questo rito anche l'anno precedente e abbiamo un pezzo non combusto del vecchio ciocco, accenderemo il fuoco con questo, Si dice: "Come il vecchio ciocco è consumato, così lo sia anche l'anno vecchio". Quando il ciocco prende fuoco si dice: "Come il nuovo ciocco è acceso, così inizi il nuovo anno". Una volta che il fuoco è acceso osserviamo le sue fiamme e meditiamo sulla rinascita della luce e sulla nostra rinascita interiore. Accogliamo le nostre speranze, i nostri sogni per il futuro e salutiamo questa luce dicendo: "Benvenuta, luce del nuovo sole!". Brindiamo con vin brulè e consumiamo dolci, lasciando una parte del nostro festino per la Madre Terra. Più tardi le ceneri del ciocco potranno essere sparse nel nostro giardino o nei vasi delle piante che teniamo in casa per propiziare la salute e la fertilitá della vegetazione.

Un altro modo per celebrare Farlas è quello del ramo dei desideri, un rituale della tradizione celtica bretone. Qualche giorno prima del Solstizio occorre procurarsi un ramo secco di buone dimensioni, pitturarlo con vernice dorata e appenderlo nell'anticamera della propria abitazione, con un pennarello e alcune strisce di carta rossa da tenere lœ vicino. Chiunque entri in casa se vuole, potrá scrivere un proprio desiderio su una striscia di carta, che verrá ripiegata per garantire la segretezza del desiderio e legata al ramo con un nastrino colorato. Quando nove giorni dopo si accende il fuoco del Solstizio (nel caminetto di casa o in un falò nel giardino o nel campo) il ramo viene sistemato sulla legna da ardere e i desideri che sono appesi ad esso bruciando saliranno col fumo sempre piö in alto, finche' verranno accolti da entitá celesti e chissá, forse esauditi. Per quanto riguarda il cibo, gli alimenti tradizionali sono le noci, la frutta come mele e pere, i dolci con il cumino dei prati, bagnati col sidro. Le bevande adatte sono il Wassil, il Lambswool, il té di ibisco o di zenzero.







Il vischio

Era molto importante per i Gallo-Celti. Le consuetudini sull'uso del vischio come elemento apportatore di buona sorte derivano in effetti in buona parte dalle antiche tradizioni celtiche, costumi di una popolazione che considerava questa pianta come magica (perché, pur senza radici, riusciva a vivere su un'altra specie) e sacra. Lo poteva raccogliere infatti solo il sommo sacerdote, con l'aiuto di un falcetto d'oro. Gli altri sacerdoti, coperti da candide vesti, lo deponevano (dopo averlo recuperato al volo su una pezza di lino immacolato) in una catinella (pure d'oro) riempita d'acqua e lo mostravano al popolo per la venerazione di rito. E per guarire (per i Celti il vischio era "colui che guarisce tutto; il simbolo della vita che trionfa sul torpore invernale) distribuivano l'acqua che lo aveva bagnato ai malati o a chi, comunque, dalle malattie voleva essere preservato. I Celti consideravano il vischio una pianta donata dalle divinità e ritenevano che questo arboscello fosse nato dove era caduta la folgore, simbolo della discesa della divinità sulla terra. Plinio il Vecchio riferisce che il vischio venerato dai Celti era quello che cresceva sulla quercia, considerato l'albero del dio dei cieli e della folgore perché su di esso cadevano spesso i fulmini. Si credeva che la pianticella cadesse dal cielo insieme ai lampi. Questa congettura - scrive il Frazer nel suo "Ramo d'oro" - è confermata dal nome di "scopa del fulmine" che viene dato al vischio nel cantone svizzero di Argau. "Perché questo epiteto - continua il Frazer - implica chiaramente la stessa connessione tra il parassita e il fulmine; anzi la scopa del fulmine è un nome comune in Germania per ogni escrescenza cespugliosa o a guisa di nido che cresca su un ramo perché gli ignoranti credono realmente che questi organismi parassitici siano un prodotto del fulmine". Tagliando dunque il vischio con i mistici riti ci si procura tutte le proprietà magiche del fulmine.

Le leggende che considerano il vischio strettamente connesso al cielo e alla guarigione di tutti i mali si ritrovano anche in altre civiltà del mondo come ad esempio presso gli Ainu giapponesi o presso i Valo, una popolazione africana.
Inoltre queste usanze, chiamate anche druidiche (i sacerdoti dei Celti erano infatti i Druidi), continuarono (specie in Francia) anche dopo la cristianizzazione. La natura del vischio, la sua nascita dal cielo e il suo legame con i solstizi non potevano infatti non ispirare ai cristiani il simbolo del Cristo, luce del mondo, nato in modo misterioso. "Come il vischio è ospite di un albero, così il Cristo - scrive Alfredo Catabiani nel suo "Florario" - è ospite dell'umanità, un albero che non lo generò nello stesso modo con cui genera gli uomini".

tratto da:http://gazzettino.quinordest.it:

L'albero Solstiziale e l'albero di Natale

Sono origini molto antiche, quelle che collocano il famoso abete nelle feste del Solstizio d’inverno, ovvero il Natale.
I popoli germanici, lo usavano nei loro riti pagani, per festeggiare il passaggio dall’autunno all’inverno. In seguito era usanza bruciarlo nella stufa, in un rito di magia simpatica (secondo cui il simile attira il simile), in modo che con il fuoco si propiziasse il ritorno del sole.
Fu scelto l’abete perché è un albero sempre verde, che porta speranza nell’animo degli uomini visto che non muore mai, neppure nel periodo più freddo e difficile dell’anno.
Era un simbolo fallico, di fertilità ed abbondanza associato alle divinità maschili di forza e vitalità. Ecco che addobbarlo, prendeva quindi i connotati di un piccolo rito casalingo che portava fortuna ed abbondanza alla famiglia.
Il Solstizio d’inverno, è il momento in cui la divinità maschile muore, per poi rinascere in primavera. Questo ciclo di morte-nascita, lo si ritrova in moltissime culture, oltre quella cristiana. E’ presente in Egitto, con la morte di Osiride e nel mito di Adone che si evirò proprio sotto ad un pino.

Addobbare l’albero di Natale con le luci, accendendolo di mille riflessi, ricorda il rituale del grande falò dell’abete, che spesso si prolungava fino all’attuale festa della Befana. In alcune popolazioni europee, con il fuoco dell’abete, si bruciava simbolicamente le negatività del passato, e le streghe leggevano nel fuoco i presagi per il futuro.
La tradizione dell’albero prese piede in Italia nel 1800, quando la regina Margherita, moglie di Umberto I, ne fece allestire uno in un salone del Quirinale, dove la famiglia reale abitava. La novità piacque moltissimo e l’usanza si diffuse tra le famiglie italiane in breve tempo.

Molte leggende cristiane sono poi nate nel tempo attorno all’albero di Natale, come quella americana che racconta di un bambino che si era perso in un bosco alla vigilia di Natale si addormentò sotto un abete. Per proteggerlo dal freddo, l’abete si piegò fino a racchiudere il bambino tra i suoi rami. La mattina i compaesani trovarono il bambino che dormiva tranquillo sotto l’abete, tutto ricoperto da cristalli che luccicavano alla luce del sole. In ricordo di quell’episodio, cominciarono a decorare l’albero di Natale.

Quest’anno, non acquistate alberi vivi, i tempi sono cambiati e non è proprio il caso di far soffrire una pianta per egoismo e piacere personale!


Sii umile perché sei fatto di Terra, sii nobile perché sei fatto di Stelle.
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iL SOLSTIZIO D'INVERNO, YULE

Messaggioda drago-lontra blu » 14/12/2008, 22:34

Ho letto con piacere, non è il solito articolo che ti annoia sulle tradizioni e i miti.
Grazie Killan, è molto bello. sunny sunny dra cuore pulsante go
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Silver Ray

iL SOLSTIZIO D'INVERNO, YULE

Messaggioda Silver Ray » 21/12/2010, 12:17

Riporto in alto questo argomento perché ormai ci siamo... Yule è arrivato!!!
La notte più lunga dell'anno, il Dio rinasce, e le vecchie energie sono pronte per essere scacciate.

Io lo festeggio il 22, primo giorno d'inverno, nonchè mio compleanno... e devo dire che vado abbastanza fiera di essere nata in un giorno tanto importante!


Miriel

Re: iL SOLSTIZIO D'INVERNO, YULE

Messaggioda Miriel » 29/11/2012, 22:27

Ricetta semplice per fare il Sacchetto di Yule. Con la scusa che ha un buon profumo ( e quindi si può tenere nel cassetto) l'ho regalato a tante persone care.

Ingredienti:

3 cucchiaini di cannella
2 cucchiaini di zenzero
2 cucchiaini di cumino
1 cucchiaino di buccia di limone essiccata e tagliata a pezzettini
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano
una foglia di alloro

Chiudere in un sacchettino di cotone rosso o bianco.
E' di buon augurio e protezione.

:)

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Re: iL SOLSTIZIO D'INVERNO, YULE

Messaggioda drago-lontra blu » 29/11/2012, 22:35

mi piace un sacco fare i sacchettini di Yule.
Grazie Miriel. :emtc168:
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Re: iL SOLSTIZIO D'INVERNO, YULE

Messaggioda shanti » 29/11/2012, 23:25

Non li ho mai fatti... anche perché il mio rapporto con queste spezie è, diciamo così, di rispettosa distanza gh gh gh. Ma questo solstizio sarà un tantino particolare e chissà che provi a farlo pure io. Non so bene perché ma mi ispira e mi piacerebbe averne uno. Si mette in qualche posto particolare? Fateme capì. :emtc110: :emtc110: :emtc110:
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Miriel

Re: iL SOLSTIZIO D'INVERNO, YULE

Messaggioda Miriel » 30/11/2012, 11:36

shanti ha scritto:Non li ho mai fatti... anche perché il mio rapporto con queste spezie è, diciamo così, di rispettosa distanza gh gh gh. Ma questo solstizio sarà un tantino particolare e chissà che provi a farlo pure io. Non so bene perché ma mi ispira e mi piacerebbe averne uno. Si mette in qualche posto particolare? Fateme capì. :emtc110: :emtc110: :emtc110:


Se profuma troppo per i tuoi gusti basta diminuire le dosi :)
Per il resto si può mettere dove si preferisce: alcuni ne appendono un sacchettino sull'albero, io ne metto uno vicino alla finestra, altri alla porta d'ingresso di casa.

Miriel

Re: iL SOLSTIZIO D'INVERNO, YULE

Messaggioda Miriel » 21/12/2012, 9:57

Felice Yule!

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Re: iL SOLSTIZIO D'INVERNO, YULE

Messaggioda shanti » 21/12/2013, 16:00

Buon solstizio a tutti amici cari.

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SOLSTIZIO D'INVERNO


Il Natale del Sole


Dalla primavera all'estate la Terra si apre nell'universo come un fiore che sboccia.
Le piante si slanciano verso l'alto, il calore si sprigiona dal suolo, l'acqua evapora al cielo, gli occhi degli uomini si volgono alle stelle.

Iside e Horus

Al culmine dell'Estate, dopo la prima decade d'Agosto, nuove forze si innestano nel ciclo dell'anno, quando appaiono visibili i grandi stormi meteoritici: le stelle cadenti.
Si annuncia allora la rivoluzione dell'anno, che conduce l'uomo alle soglie dell'Equinozio d'Autunno e del Solstizio d'Inverno.
Ai primi di Settembre la Terra si rinfresca, le foglie cadono dagli alberi, la vegetazione si estingue, gli spiriti di natura si ritirano alle radici delle piante. Comincia a cadere la pioggia, le nubi oscurano le stelle e la stessa luce del Sole, la nebbia avvolge la terra.

L'oscurità cade sempre più presto sulle teste degli uomini. La Terra si chiude in sé stessa, come una rosa che ha perso i suoi petali. Quando la fredda acqua che cade si arrotonda in neve, si cristallizza in ghiaccio allora il tempo d'inverno pienamente si manifesta: l'uomo è giunto alla soglia sacra del Solstizio d'Inverno.
Posti di fronte alla natura che muore e al progressivo oscurarsi del mondo, bisogna vincere la malinconia dell'autunno: quella sottile depressione dell'anima che insorge quando la luce del Sole non fa più da supporto alle forze del corpo.
Al crepuscolo dell'estate quando sopraggiunge l'età del ferro della tenebra invernale, l'uomo deve imparare a trovare dentro di sé le forze del cosmo, a evocare dentro di sé la luce e il calore.
Quando la natura decade e la terra si spoglia di vita, lo spirito individuale deve affermare la sua energia: ora è possibile pensare più chiaramente, fare progetti per il futuro e perseguirli, perché quando la natura appassisce, allora lo spirito umano completamente desto può affermarsi.
Prima, avvolti dalla dorata luce dell'estate, immersi nella beatitudine del calore, lo spirito umano sognava e si lasciava cullare nel grembo di un universo incantato; ora lo spirito umano si sveglia ed agisce.

Quando la luce del giorno si affievolisce e le temperature diventano più fredde, quando gli alberi perdono le foglie, evocare la luce e il calore che animano il nostro organismo; concentrarsi in sé per fortificare il pensare e il volere.
Agli inizi di Settembre un atmosfera più fresca avvolge l'uomo, l'aria che si inspira quando il Sole entra nella costellazione della Vergine stimola l'intelletto e la forza d'azione. Giunge il momento di prepararsi ad affrontare la metà dell'anno nel corso della quale la luce e il calore si ritirano dal mondo esterno e risplendono attraverso il pensiero e l'azione dell'uomo nobile.
Quando si avvicina l'inverno l'uomo nobile si concentra su ciò che deve compiere, sugli enigmi che deve sciogliere, su ciò che può imparare, su ciò che deve migliorare dentro di sé e intorno a sé.
Punto per punto egli stabilisce il programma della giornata e salvo casi eccezionali puntualmente lo realizza.
In tal modo il calore della volontà si accende nell'organismo, questo calore divenuto più intenso diventa luce interiore, luce che illumina il mondo mentre cala la tenebra esteriore.

Mentre l'uomo intensifica la sua azione e dà più energia al suo pensiero, la luce solare dell'inverno penetra nelle profondità della terra e trasmette fin lì le forze che alimentano la vita che si manifesterà nella futura primavera.
Mentre la terra diviene spoglia di vegetazione, la forza vitale si concentra alle radici delle piante, nell'humus della terra.
Gli spiriti di natura riposano in pace nel grembo della terra, trattenuti dalla forza di gravità: mentre nel mondo di sopra tutto è freddo e oscurità essi tessono la trama della vita del nuovo anno.

Madonna con Bambino

Proprio nel più profondo inverno la Terra assume il volto della Madre che sta per generare la Vita futura. Il volto della Terra ricoperta di neve diventa candido e purissimo: somiglia al volto chiaro, pallido e roseo di una donna che sta per diventare madre.
Chi si sofferma a contemplare il volto beato di una donna che sta per partorire scorge in esso l'incanto della Dea Luna.
Chi cammina su un paesaggio innevato sotto la luna piena si accorge come la terra ricoperta di neve assuma essa stessa una purezza lunare, manifesti in sé quelle stesse forze divine - lunari che si legano alla generazione, alla riproduzione delle forme viventi.

Quando poi si cammina su un paesaggio innevato baciato dal Sole meridiano ci si accorge che il fondo di neve e ghiaccio crea sulla terra una sorta di specchio cosmico che riflette i raggi e gli influssi spirituali del Sole.
La donna quando sta per diventare madre acquista una bellezza purissima di tipo lunare. Anche la terra quando sta per giungere il Sacro Solstizio d'Inverno mostra il suo volto lunare, e la sua superficie ricoperta di ghiaccio si impregna della luce del Sole.
La candida coltre di neve attira i raggi del Sole: questi raggi nei giorni del Solstizio discendono sulla terra: la forza divina del Sole discende nella materia terrestre.

Al Solstizio d'Inverno la Terra diventa Madre: la Grande Madre Terra a Natale genera nell'Universo il Fanciullo Solare.
L'immaginazione che si lega al Solstizio d'Inverno: nella volta scura del cosmo, la Dea Madre genera il Fanciullo Solare.
Questa immagine carica delle più sublimi forze spirituali accompagna l'uomo dagli albori della sua incarnazione terrena, quando egli stesso era fanciullo sul grembo della Madre Terra.
Come Iside, come Demetra, come la Madonna dei pittori italiani del Trecento, l'immagine della Dea Madre col Fanciullo Solare attraversa i secoli e le religioni.
Questa immagine deve essere intensamente evocata nella interiorità quando si giunge al Solstizio d'Inverno: La Madre Divina con il capo irradiato da una corona stellare.
Il Fanciullo in braccio alla madre, come un piccolo Sole che splende nell'atmosfera celeste. Il Puer che nasce a Natale è il Sole Invincibile, che scende sulla Terra e si incarna nell'Io degli Uomini: la forza solare agisce nella intelligenza degli uomini, nel loro nobile sentimento, nella forza d'azione.
Quando ai principi di novembre le serate si fanno sempre più fredde e l'aria si purifica perdendo del tutto la sensualità dell'estate l'attenzione interiore può cominciare a rivolgersi alla immagine della Dea Madre col Bambino.
L'immagine della Dea Madre col Fanciullo Solare richiama l'uomo ai suoi doveri spirituali e terreni, trasmette a chi la medita le forze più sublimi per affrontare il nuovo anno che nasce dalla oscurità dell'inverno.
Al principio dell'inverno, quando i rigori del clima accendono nell'uomo il desiderio di trovare quiete nel cuore della casa, laddove arde il fuoco della famiglia, l'attenzione spirituale si concentra sul sacro mistero della Incarnazione: lo Spirito Solare si incarna nella Terra e agisce attraverso la volontà cosciente degli uomini.
E nell'atmosfera della terra, resa purissima dal bianco splendore della neve, le anime dei nascituri attraversano la porta del solstizio, incarnandosi subito o attendendo il momento propizio per incarnarsi nel corso dell'anno.

Rudolf Steiner


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Re: iL SOLSTIZIO D'INVERNO, YULE

Messaggioda drago-lontra blu » 24/12/2013, 14:46

queste chiamiamole sintonie pagane del Solstizio d'Inverno sono da leggere con attenzione, racchiudono tutti gli elementi e penso che abbiano in sè il segreto di questo portale. Le leggo sempre con grande piacere.
Ciao befana blu. :emtc140:
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