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come e perchè--rubrica di curiosità

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drago-lontra blu
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come e perchè--rubrica di curiosità

Messaggioda drago-lontra blu » 23/01/2012, 13:49


RITI D’OGGI, PERCHÉ IL COMPLEANNO È UN’INVENZIONE MODERNA

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[1]Il compleanno è solo un’invenzione. E per di più recente. Fino all’Ottocento di auguri, torte, tirate d’orecchie, candeline e canzoncine non si aveva nemmeno l’idea. A dirlo è il celebre storico Jean-Claude Schmitt in un libro appena uscito in Francia per le edizioni Arke. Titolo, L’invenzione del compleanno. Argomento, la secolare gestazione e la faticosa nascita dell’happy birthday. A noi sembra scontato che questa ricorrenza, la più familiare e festeggiata, con il suo jingle arcinoto che i bambini scaricano col cellulare, esista da sempre. E invece fino a poco tempo fa celebrare il giorno della propria nascita era impensabile se non addirittura vietato. Almeno per i buoni cristiani.

Il perché è presto detto. Il compleanno misura l’età di ciascuno di noi, scandisce anno dopo anno il nostro tempo individuale. Mentre nel cristianesimo dei secoli passati il tempo che contava veramente era quello del calendario liturgico. Collettivo e circolare, ritmato dalle feste dei santi dei quali si ricordava ogni anno il martirio. Un tempo che ricorre e non un tempo che corre come il nostro. Non a caso ai nuovi nati si dava tradizionalmente il nome del santo del giorno ed era questo a essere celebrato con l’ onomastico. E dunque era il giorno e non l’ anno della nascita a ritmare l’ esistenza delle persone. Senza dare troppa importanza a quella che noi definiamo età anagrafica. Che, peraltro, è possibile calcolare con esattezza solo da quando esiste l’anagrafe che è anch’ essa un’ istituzione recente essendo figlia della rivoluzione francese.

Fino a allora erano in pochissimi a sapere con certezza il giorno e l’ anno in cui erano venuti al mondo. Nemmeno i documenti ufficiali, infatti, registravano l’età delle persone, fatta eccezione per i reali e i personaggi pubblici. Per tutti gli altri il circa era d’obbligo. L’età apparente contava più di quella reale. E, come qualche volta piace credere anche a noi, gli anni non erano quelli che si avevano bensì quelli che si dimostravano. E perfino chi conosceva con precisione giorno mese e anno di nascita non avrebbe mai pensato di solennizzare una data considerata senza valore.

Ma non è stato così sempre, né dovunque. Marco Polo racconta stupito nel Milione che i sudditi del Gran Khan Kublai avevano la bizzarra abitudine di festeggiare con banchetti, doni e luminarie il genetliaco dell’ imperatore. Ancor prima i faraoni e gli antichi re persiani solennizzavano fastosamente anni e compleanni. E anche nella civiltà greco-romana gli anniversari erano ampiamente diffusi. Sia sotto forma di riti religiosi che commemoravano la nascita delle divinità maggiori. Come la dea della luna Artemide, la Diana dei Latini, che veniva festeggiata con una torta di farina e miele con tanto di fiammelle a mo’ di candele che simboleggiavano la luce dell’astro notturno. Sia sotto forma di solennità civili come quelle che a Roma e in altri paesi del mediterraneo celebravano la nascita dei sovrani e dei grandi uomini di Stato. E tutti quelli che potevano permetterselo imitavano i vip regalandosi dolci e luminarie. Che servivano a rischiarare il cammino del nuovo anno. È questa l’ origine delle nostre candeline. Ed è proprio in quanto eredità pagana che il compleanno viene rifiutato dal cristianesimo che considera la vera nascita il giorno del battesimo, quando cioè si rinasce alla vera vita. Da questo derivano nomi come Renato, volgarizzazione di Rinato.

Non a caso i registri parrocchiali riportavano solo le date di battesimo, matrimonio e morte, ovvero i sacramenti che corrispondevano ai tempi dell’ anima e non a quelli del corpo. Per la Chiesa la morte, che inaugura la vita eterna, è molto più importante della nascita biologica, al punto che il cosiddetto dies natalis, ovvero il giorno natale dei santi è in realtà quello della loro morte.

Il compleanno torna a galla con la società moderna che si secolarizza emancipandosi dalla tradizione cristiana. E il tempo diventa lineare, quantitativo. Divisibile e moltiplicabile. Capitalizzato e privatizzato. Scandito dalle leggi dell’economia e non dai disegni della provvidenza. L’ individuo moderno diventa così proprietario del suo denaro come del suo tempo. Può accumulare e calcolare entrambi. E celebrarne le tappe come meglio crede. È questa svolta a rimettere in gioco il compleanno. Con un testimonial d’eccezione come Goethe, che fa degli anniversari un tema ricorrente in capolavori come Le affinità elettive e Wilhelm Meister riflettendo così un profondo mutamento della sensibilità collettiva. L’ autore del Faust fra l’ altro è anche l’ inventore della torta attuale. Il 28 agosto del 1802, infatti, festeggia i suoi cinquantatré anni con un colpo di scena, cinquantatré candeline piazzate su un dolce. Il grande Wolfgang ha lanciato la moda.

Perché il format sia completo manca ancora la colonna sonora. A questa provvedono due insegnanti di scuola materna del Kentucky, le sorelle Mildred e Patty Hill che nel 1924 compongono la famosa, o famigerata, Happy birthday to you. Sei note miserelle, ribattute fino alla noia, che radio, cinema e televisione trasformano nel leitmotif del compleanno globale. Grazie anche alla divina Marylin che il 19 maggio 1962 canta un memorabile Happy Birthday per i 45 anni del presidente Kennedy al Madison Square Garden di New York. Un evergreen che frutta ancora oggi due milioni di dollari all’ anno in diritti d’autore. Una voce insistente vuole che finiscano nelle tasche di Paul McCartney, il re Mida della musica pop. L’uomo che trasforma in royalty tutto quel che tocca. Compresi i nostri compleanni.

ARTICOLO DI MARINO NIOLA

Fonte: http://www.repubblica.it

Cosi', per gioco, una rubrica sul come e perché, di tanti modi di fare, dire, feste , ricorrenze, usi e costumi, antichi e moderni, a cui chi lo desidera, può felicemente partecipare,, pescando notizie dove meglio crede.
Tanto per cambiare e curiosare. :emtc98: :emtc167:
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shanti
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Re: come e perchè--rubrica

Messaggioda shanti » 23/01/2012, 14:36

Ottima idea, possiamo far rientrare qui anche le tradizioni di cui parlavamo nel post di Guerriero blu. Grazie, molto interessante.
:emtc167: :emtc46:
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drago-lontra blu
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Re: come e perchè--rubrica

Messaggioda drago-lontra blu » 23/01/2012, 18:48

  :emtc140: :emtc167: mi è parsa una buona idea giusto per restare leggeri. Un bacione. :emtc110:  
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Re: come e perchè--rubrica

Messaggioda drago-lontra blu » 28/01/2012, 13:06

La Navicella di Toprakkale

perché e come mai?



Tuspa: Turchia, sito acheologico di Toprakkale. Nel 1995 viene riportato alla luce un oggetto in terracotta che non dovrebbe esistere, la scienza li chiama "manufatti fuori posto". Si tratta di quegli oggetti che non hanno una spiegazione secondo l'archeologia ufficiale e che gli scienziati tendono a dimenticare negli archivi dei musei. Il ritrovamento di Toprakkale fa parte di questa categoria di oggetti.

Di una lunghezza di 22cm, una larghezza di 7,5 ed un'altezza di 8cm, ha un aspetto cuneiforme. La parte centrale è sagomata in modo da rappresentare un uomo accovacciato, l'uomo indossa degli stivali ed una tuta composta di sporgenze cilindriche che ricordano fin troppo le tute usate dagli astronauti sovietici. La parte finale dell'oggetto presenta tre forme coniche che ricordano gli augelli di scarico di un motore di astronave.

L'oggetto è danneggiato, alla figura umana manca difatti la testa, ma per il resto non lascia dubbi interpretativi. L'analisi dell'oggetto ha confermato la sua datazione a 3000 anni fa. Quale popolo poteva rappresentare 3000 anni fa una navicella spaziale senza averne mai vista una? E se ne aveva vista una, quale?

L'oggetto è custodito al museo archeologico di Istambul, ma fino ad oggi non è mai stato esposto al pubblico, forse perché glii archeologi hanno difficoltà a compilare la descrizione dell'oggetto.............


da spiritualita.altervista.org

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Re: come e perchè--rubrica

Messaggioda Oliviero Angelo » 28/01/2012, 15:43

Davvero curiosa questa "archeologia fuori posto", cara Drago... :emtc8:

Giusto per fare il pragmatico razionale (anch'io quindi visibilmente e capziosamente "fuori posto", ma solo per amor d' argomentare in mentale) mi viene in mente il confronto che proprio ieri ho avuto con mio nipote sulla veridicità e attendibilità dei Vangeli - o meglio, il "quadrivangelo" - e gli altri libri ammessi dal "Canone ecclesiastico" (su personale e conveniente scelta del Buon Ireneo e avallata poi da Costantino) e tutti i vari testi e scritti "gnostici" rinvenuti a Nag Hammadi, i rotoli del Mar Rosso e via ritrovando.
Mio nipote cavillava sull'attendibilità e veridicità dimostrabile degli stessi. A questo appunto per amor di discussione aveva portato un ipotetico esempio di un disegnatore grafico che disegna una tavola "futuristica", magari inventandosi una razza improbabile e mezzi di trasporto attualmente impensabili. Cosa e come affronterebbero il ritrovamento magari di solo questa tavola "fumettistica" futuri umani magari tra 3000 anni? Se poi queste invenzioni graficamente create trovassero un minimo di riscontro su ipotesi o realtà in vigore in quegli anni futuri, cosa potrebbero congetturare?
Venendomi in mente questo confronto dialettico di ieri sera mi viene ora da chiedere: e se fosse opera di un nostro antenato che si era dilettato ad inventarsi un qualcosa per lui d'improbabile, fantascientifico, nato da personali visioni immaginifiche? Io stesso avrei mille obiezioni a questa mia domanda quasi retorica e volutamente provocatoria, ma alla fine sarebbe una spiegazione comunque quasi più accettabile per chi dubita di certi accadimenti in virtù di un'assenza di riscontri dimostrabili.
Chiedo anticipata venia !
Un abbraccione di Luce e Amore,
Olly
:emtc110:
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Re: come e perchè--rubrica

Messaggioda shanti » 28/01/2012, 16:30

Ottima ipotesi. In fondo, se si vuole, una spiegazione razionale si trova sempre e magari è quella giusta. Ma magari no :emtc8:
Bella la navicella!
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Re: come e perchè--rubrica

Messaggioda drago-lontra blu » 28/01/2012, 17:01

Cosi' ci dilettammo tra presente e passato in vista del futuro...
e ti sciolino la mia ipotesi in merito. L'antefatto risale a 3000 anni fa, in Egitto re Menes unifico i due regni, nell'Asia Minore la civiltà Sumera regnava . Mentre in Mesopotamia si era alla fine dell'età del bronzo in America si era al Neolitico.
Questo vuol dire che il grande sviluppo di quell'area, Egitto in primis, fu spinta in avanti da chi in quei territori cercava di mantenere in vita antiche gesta. Lo dismostra il fatto che, ad un certo punto, tutto si ferma, l'Egitto entra in involuzione ed è incapace di ripetere le antiche gloria( Leggi costruzione delle piramidi), infatti nessuno le uguaglierà. Chi ha visto e c'era, durante le antiche gesta ha lasciato qua e là segni, secondo me, ricordi, ripetuti attraverso manufatti da chi i racconti li ha ascoltati, o sono stati tramandati, come miti e leggende.
Non necessariamente fatti a cui si è partecipato di persona, per riprodurre un mito basta la fantasia.
Un manufatto del genere, lasciando da parte i viaggi temporali , potrebbe essere la riproduzione di una leggenda, o la testimonianza di chi ha visto, improbabile , 3000 anni fa, che fosse l'idea fantastica di un genio burlone o meno, troppo ancora elementare, secondo me, nel suo aspetto evolutivo l'uomo per parlare di fantascienza.
Ma questo è sempre la mia opinionabile opinione. :emtc110:
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Artos

Re: come e perchè--rubrica

Messaggioda Artos » 28/01/2012, 17:27

Invece a me mi viene in mente il libro Bhagavad Gita in cui si narra della battaglia svoltasi in India tra due eserciti l'uno con Krishna e Arjuna l'altro opposto. Si narra che sono state utilizzate armi che forse adesso non siamo ancora arrivati ad utilizzare. Pertanto è probabile che a qui tempi (3000 anni fà) c'erano delle cose come queste e magari riprodotte. Si narra anche dei ritrovamenti di lampade con luce perpetua in tombe . A proposito dei primi cristiani queste cose come vengono chiamati adesso oggetti fuori posto le descrivevano come oggetti di un'era caduta insieme ai giganti che vengono narrati nella bibbia. Io li posso interpretare così è la prima cosa che mi è venuta in mente. Un saluto e abbraccio.

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Re: come e perchè--rubrica

Messaggioda shanti » 28/01/2012, 17:34

Le lampade di Dendera, altro ritrovamento di archeologia fuori posto?

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Località di Dendera, Egitto.

Nel tempio di Hator, di epoca tolemaica si trovano strane incisioni in bassorilievo che non si trovano in alcun altro tempio o costruzione.
Esse raffigurano un serpente racchiuso in una specie di ampolla di forma allungata. Ve ne sono diverse all'interno del tempio e sono tutte simili a queste.

E' stato solo verso la fine dell' '800 che Auguste Mairette, archeologo francese, per primo si domandò a cosa potessero servire. Venivano sino ad allora considerati delle semplici raffigurazioni di serpenti chiusi in gabbia dalla potenza del Dio Atum-ra, che viene raffigurato a sinistra nella foto sopra.

Eppure, si domandò, hanno un qualcosa di incredibilmente moderno.. una lampadina..

Queste furono le ultime parole che annotò sul suo diario personale, la sera stessa in cui venne misteriosamente assassinato in un albergo del Cairo, dove soggiornava.

Dobbiamo attendere fino al 1991 prima che qualcun altro si facesse venire la voglia di indagare piu a fondo. Fu un tedesco, Erichvon Daniken che studiò a fondo i bassorilievi del tempio arrivando alla conclusione -forse un pochino troppo fantascientifica- che gli egizi conoscessero l'elettricità. Daltronde come non rimanere sbalorditi davanti a questo altro bassorilievo.

Fondamentalmente le sue convinzioni derivano da alcuni fondamentali fattori:

Tutte le tombe egizie, scavate sottoterra per decine di metri, sono decorate con disegni e incisioni di una bellezza unica. L'egittologia ufficiale ci dice che l'illuminazione necessaria all'esecuzione dei lavori era fornita da delle torce a fiamma.
Ma quelle torce avrebbero in pochissimo tempo consumato tutto l'ossigeno presente, mentre quel tipo di lavoro richiedeva un sacco di tempo. Il CICAP, Comitato di controllo delle affermazioni sul paranormale, si e' dovuto arrendere, dicendo che -in effetti- aveva ragione. e cosi hanno avanzato (e continuano a sostenere- l'ipotesi che utilizzassero un sistema di specchi per propagare la luce nelle gallerie. Ma sempre secondo il CICAP, gli egizi non conoscevano il vetro. quini al massimo potevano essere specchi di rame.

Il ritrovamento della pila di baghdad, di cui abbiamo avuto modo di parlare nel Post N. 7 ci suggerisce che forse conoscevano l'eletricità. E la strana scatola cui è collegato il "filo" poteva essere un generatore, costruito con lo stesso principio della famosa pila.

Il serpente raffigurato all'interno (quindi siamo sicuri che non avessero il vetro?) viene sempre affiancato, nei geroglifici, a un simbolo che e' stato tradotto nella parola "seref", antica parola egizia, che significa "illuminare".


A questo punto pero' c'e' una cosa che ancora non torna.. cosa fanno le persone che vengono sempre raffigurate sotto la lampada? Mystero!!
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Re: come e perchè--rubrica

Messaggioda Oliviero Angelo » 28/01/2012, 18:21

A me sembrano, le persone sotto la lampada a cui ci si riferisce in chiusura post, molto più piccole, anche considerando le prospettive, dei portatori di "lampada". Che fossero i portatori di lampada appartenenti alla civiltà dei "Giganti" e i figuranti rappresentati sotto gli stessi, Egizi? Anche perché a me il figurante Egizio a sinistra (nella seconda foto inserita) mi dà l'idea di essere in atto di "offerta alla Divinità" e quelli di destra ad offrire spettacoli e talenti.
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